giovedì 29 dicembre 2011

al MAXXI

Al MAXXI, museo dell'arte del XXI secolo di Roma, ci sono bellissimi ambienti e istallazioni di opere che stimolano i sensi, il pensiero e la fantasia.
Girare per le sale circondati dall'arte, fa sentire avvolti in un'atmosfera, che astrae la mente dalla realtà, la quale è rimasta fuori dalla porta, cosicchè la mente trascende se stessa e si comprende.
La mente si fa un film proprio, muto, perché anche quando ci sono le parole, esse hanno un ruolo diverso dal solito, servono solo da introduzione al dialogo che l'opera sa da sola stabilire con la mente e il corpo di chi la guarda.
Mi avvicino a quella che sembra una soffice e calda coperta adagiata a terra, ma la sorpresa è un'emozione di disorientamento: tante piccole lamelle di acciaio a forma di ciglia, miste a piume, compongono una scultura rigidissima e pesante, ma che comunque mantiene l'idea della leggerezza, nella forma a nuvola, nella semantica delle ciglia e della coperta, nella fisicità delle piume.
Il mio pezzo preferito è The Dark Room di Sheela Gowda
Avvicinandosi, ricorda i castelli dei giochi da bambini nei campi abbandonati. Mi fa simpatia da subito, ma è di più. Ci si può entrare dentro, ci si deve entrare dentro, altrimenti la scultura non si vede. Dolce la sensazione, come sotto un cielo stellato d'estate. Mancano solo i grilli, ma sono fortunata, li ho nella memoria. Così la mente dell'artista è vicina alla mia, a comporre a quattro mani un'esperienza umana. Wao!

martedì 27 dicembre 2011

Vene di vitalità




Nell'angoscia che agita,
scuote e rovescia il cuore,
scopri vene di vitalità.
Sotto a quel mare turbato
ce n'è una miniera inesauribile,
come piccoli tesori sfuggiti alle correnti,
restano sul fondo,
a rischiarare gli abissi bui,
rammentando il desiderio della luce,
che in superficie il sole spande.

lunedì 12 dicembre 2011

La via verso se stessi è dolorosa e solitaria

 
La via verso se stessi è dolorosa e solitaria,

ma quando ci si volta indietro,

si è contenti di come è andata, essa ha in sè la bellezza dell'esistenza,

e non sembra più così dolorosa,

perchè ora si è più forti, perchè ora se ne capisce il senso.

Né se ne conosce una più facile e bella, perché è l’unica che ci corrisponde,

l’unica alla quale danno accesso, le emozioni intrappolate nel nostro corpo.

È una via solitaria, perchè non è possibile vederla fuori dalla propria pelle.

Ma passa attraverso gli altri,

nel confronto con loro l’anima reagisce e si rivela, nella lotta come nell'amore.

E agli altri si conclude,

perchè la comprensione piena della propria umanità,

permette di sentire l'altro come simile, al di là delle differenze ci si sente parte.

mercoledì 7 dicembre 2011

Forte

Forte,
essere forte sembra il desiderio di tanti,
la soluzione ad ogni incertezza,
essere il più forte è vincere nelle relazioni,
è guadagnarsi un posto,
è desiderabile essere persino
più forte di se stessi,
più forte della vita stessa.
Ma che significa essere forte?
Non è essere duro,
quella è rigidità, è rudezza,
non è nemmeno essere privo di tenerezza,
quello è non avere contatto con se stessi,
non è neanche essere privo di fragilità,
quello è non essere umani.
Forte,
essere forte è afferrare con decisione le proprie fragilità,
perchè non feriscano altri,
per non esserne in balia,
per esserne liberi.