martedì 11 settembre 2012

Fiducia in se stessi e padronanza della propria vita.



È il rapporto che abbiamo con noi stessi che ci fa da filtro,
nel percepire e comprendere il mondo che ci circonda.
Esso è il faro di riferimento delle nostre scelte,
è la luce che illumina l’orizzonte dei nostri progetti,
è la disposizione con cui ci apriamo, o meno, alle altre persone.
Per questo è importante coltivare questo rapporto, 
nutrirlo di dolcezza e saggezza attraverso il dialogo interiore 
e l'amore condiviso con le persone che ci circondano,
ma anche metterlo alla prova e non stancarsi mai di farlo evolvere,
per sentire una solida fiducia in noi stessi e padronanza della nostra vita.
È importante difenderlo, non permettere che nulla 
mortifichi la fiducia che abbiamo in noi,
perché allora la paura ci renderebbe schiavi e ci priverebbe della libertà, 
della dignità e della consapevolezza di far parte della grande famiglia umana.

                                                                             dedicato a C.

mercoledì 14 marzo 2012

Il valore più importante



Quando ci si sveglia dalla sofferenza,
si sente che la vita in sé
è diventa il valore più importante.
La ragione di vita diventa la vita stessa
in tutte le sue manifestazioni
e ci si sente pieni,
perché tutto ha senso allora
e non si teme il domani,
la paura non impietrisce,
perché la speranza scalda il cuore
e la mente confida di farcela ancora una volta.

                                 dedicato a M. Zu.

venerdì 27 gennaio 2012

Troppo tardi


Nella vita non è mai troppo tardi per cominciare a vivere, a respirare, a costruire la propria felicità.
Non è mai tardi, perché se è tardi allora vuol dire, che era necessario dedicare tanto tempo a coltivare l’impegno necessario.
Perché sì, è proprio una questione di impegno, che per alcuni arriva prima, per altri dopo, ma per nessuno è facile dare il meglio di sé nel confronto con l’esistenza e costruire la propria felicità.
I problemi esistenziali li abbiamo tutti e non c’è una scala con il migliore e il peggiore, sono sempre problemi che richiedono tanto impegno, più di quello che si ha in partenza.
A volte è tutto così difficile e doloroso, che o si combatte o si muore, altre volte è perdere tutto per sopravvivere e vivere libero, altre è aprire gli occhi sotto la luce accecante, altre è perdersi per trovarsi, altre decisamente facile per tutti tranne che per te.
Ma ne vale sempre la pena, un uomo felice è un uomo che costruisce il suo mondo con impegno.

venerdì 13 gennaio 2012

La "mia" stanza nella mente.

Ci si può dedicare agli altri,
per amarli o per combatterli.

In entrambi i casi, la mente
può risultare eccessivamente ingombra
di persone, di facce, di attese,
di parole, di giochi relazionali.
A volte ciò è causa/effetto di stress,
a volte addirittura di trauma.
Allora ci si sente svuotati,
non ricambiati, non vincitori,
non soddisfatti, invasi.

Per stare meglio è utile dedicarsi
un po’ di spazio dentro di sé:
la “mia” stanza nella mente,
dove nessun altro può entrare,
dove la priorità sono “io”,
dove le uniche parole sono quelle del dialogo interiore,
dove si percepisce limpidamente il proprio desiderio,
dove è possibile, pensare e decidere più liberamente,
dove nutrire l’entusiasmo, per vivere pienamente.
La “mia” stanza nella mente ha tante porte:
scrivere, disegnare, leggere, ascoltare musica… il respiro,
passeggiare sulla spiaggia, in un bosco… nella meditazione.



mercoledì 11 gennaio 2012

di più...


Alcuni non tollerano, che la vita debba limitarsi alla sopravvivenza,
si sentono il cuore di un ventenne, anche se hanno molti molti più anni,
sentono che il sesso, l’iPhone, la macchina e la palestra fica
non riempiono la giornata,
che tanti soldi non dicono molto di più, di quelli che bastano per vivere.
Essi godono della bellezza intorno a loro,
ma non si limitano alla gioia di contemplarla, vogliono di più:
vogliono farne parte, rendendo significativa la loro presenza in essa.

giovedì 29 dicembre 2011

al MAXXI

Al MAXXI, museo dell'arte del XXI secolo di Roma, ci sono bellissimi ambienti e istallazioni di opere che stimolano i sensi, il pensiero e la fantasia.
Girare per le sale circondati dall'arte, fa sentire avvolti in un'atmosfera, che astrae la mente dalla realtà, la quale è rimasta fuori dalla porta, cosicchè la mente trascende se stessa e si comprende.
La mente si fa un film proprio, muto, perché anche quando ci sono le parole, esse hanno un ruolo diverso dal solito, servono solo da introduzione al dialogo che l'opera sa da sola stabilire con la mente e il corpo di chi la guarda.
Mi avvicino a quella che sembra una soffice e calda coperta adagiata a terra, ma la sorpresa è un'emozione di disorientamento: tante piccole lamelle di acciaio a forma di ciglia, miste a piume, compongono una scultura rigidissima e pesante, ma che comunque mantiene l'idea della leggerezza, nella forma a nuvola, nella semantica delle ciglia e della coperta, nella fisicità delle piume.
Il mio pezzo preferito è The Dark Room di Sheela Gowda
Avvicinandosi, ricorda i castelli dei giochi da bambini nei campi abbandonati. Mi fa simpatia da subito, ma è di più. Ci si può entrare dentro, ci si deve entrare dentro, altrimenti la scultura non si vede. Dolce la sensazione, come sotto un cielo stellato d'estate. Mancano solo i grilli, ma sono fortunata, li ho nella memoria. Così la mente dell'artista è vicina alla mia, a comporre a quattro mani un'esperienza umana. Wao!

martedì 27 dicembre 2011

Vene di vitalità




Nell'angoscia che agita,
scuote e rovescia il cuore,
scopri vene di vitalità.
Sotto a quel mare turbato
ce n'è una miniera inesauribile,
come piccoli tesori sfuggiti alle correnti,
restano sul fondo,
a rischiarare gli abissi bui,
rammentando il desiderio della luce,
che in superficie il sole spande.